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obbligo vaccinale e burocrazia

L’insostenibile burocrazia dell’obbligo vaccinale

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Buongiorno, dopo tanto tempo mi ritrovo qua a scrivere sul blog per un motivo particolare. L’obbligo vaccinale per i bambini e la burocrazia che si porta dietro. Preciso da subito che sono più che favorevole alle vaccinazioni, tanto che mio figlio è stato vaccinato regolarmente a tempo debito. Io sono uno di quelli che non doveva temere complicazioni perché, si sa, se fai le cose in regola non devi temere nulla. Ma no, non basta. L’obbligo vaccinale va dimostrato.

Dimostrare di aver vaccinato il bambino

Il 10 marzo scade il termine per presentare i documenti che attestino di aver proceduto alle vaccinazioni obbligatorie. Sanzioni salate sono previste nel caso non si ottemperi. Bene, o quasi. Ci sono diversi modi per dimostrare di aver vaccinato il bambino, o almeno di essere in regola con quanto richiesto dalla normativa. Puoi farti rilasciare un certificato timbrato dalla ASL che attesta il compimento dei cicli previsti, oppure puoi dimostrare di aver prenotato la vaccinazione per i vaccini ancora mancanti. In entrambi i casi servono file all’ufficio ASL competente, che in alcuni casi si risolvono in un nulla di fatto perché la fila è tanta e il tempo per smaltirla poco. E poi c’è il caso più semplice, il mio.

Il bambino regolarmente vaccinato

Mettiamo il caso che hai vaccinato il bambino entro i sei anni (l’ultimo vaccino si fa proprio a sei anni, poi se ne riparla a undici), e ogni volta sei andato con la tessera o libretto delle vaccinazioni. Il medico, giustamente, ha timbrato il libretto a ogni indicazione di vaccino eseguito. Fai una fotocopia del libretto e la porti a scuola. Sei a posto? Sembra di sì, anche la scuola richiede, e insiste per i ritardatari, di presentare copia del libretto dei vaccini. Ma all’improvviso lei: la burocrazia. La copia del libretto non basta, deve essere vidimata. Aspettate, fermi tutti… cosa?

Le voci girano in fretta, ancor più se in prossimità della scadenza, e dicono questo: bisogna andare alla ASL con il libretto e farsi mettere un timbro che attesti la regolarità in base alla legge 119/2017. Impossibile, non è possibile che io mi debba far scrivere, su un libretto perfettamente compilato, che esso è perfettamente compilato. Posso capire se qualche volta ho dimenticato il libretto a casa, la ASL controlla sul registro e mi integra il libretto con la regolarità vaccinale. Quindi non credo alle voci e passo oltre. Poi però il sindaco del nostro paese scrive al prefetto per chiedere sostanzialmente una proroga e lamentandosi della burocrazia. Come il sindaco di Sestu e i disagi di Capoterra, per citare alcuni casi in cui ci si è dovuti sottoporre a (per me) inutili file. A questo punto penso di aver sbagliato nel giudicare e vado a cercare. Non articoli sparsi qua e là, ma i testi di riferimento normativo riguardante l’obbligo vaccinale.

Le norme riguardanti l’obbligo vaccinale

Stiamo parlando quindi del testo coordinato del Decreto Legge 73/2017 con sua legge di conversione, la 119/2017. A cui ha fatto seguito il 01/09/2017 una circolare esplicativa del Ministero della Salute. Esplicativa è una bella parola, perché spiega. E cosa spiega? La Legge 119/2017 dice, all’articolo 3, punto 1, che “I dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, <…> sono tenuti, all’atto dell’iscrizione del minore di eta’ compresa tra zero e sedici anni <…> a richiedere ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale <…> la presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie <…>“. Bene, ma qual è la idonea documentazione? Ecco, ce lo spiega la circolare ministeriale del 01/09/2017, esattamente al punto 1, lettera a: “<…> copia del libretto delle vaccinazioni vidimato dal competente servizio della ASL <…>“, per poi specificare ancora, nel caso non si fosse capito, che “<…> per “copia del libretto delle vaccinazioni vidimato” si intende la copia del libretto vaccinale originale, rilasciato dalla azienda sanitaria competente e compilato al momento dell’effettuazione della singola vaccinazione <…>“.

Cosa sta dicendo?

Per me, che forse tendo a semplificare e a dare un senso alle parole, sta dicendo che se sei in regola con le vaccinazioni, se ogni volta hai fatto appuntare (con relativa firma) la vaccinazione eseguita, basta la fotocopia del libretto. Perché? Perché usa il termine vidimato (nota bene, riferito al libretto e non alla sua copia) che significa sostanzialmente “convalidato“. Ma lo fa specificando che si tratta di una copia del libretto vaccinale originale compilato al momento dell’effettuazione della singola vaccinazione. Questo, a mio modesto parere, se la compilazione comprende timbro e firma del medico competente, significa che il libretto è già vidimato (timbro e firma è una vidimazione), ed è stato vidimato ogni volta per ogni singola vaccinazione. E non serve tornare alla ASL per farci scrivere che quanto riportato nel libretto e attestato in esso è in regola con la legge 119/2017. Mi sembra a tutti gli effetti un’inutile perdita di tempo (se va bene una mattinata) e di denaro pubblico. Una situazione kafkiana che scomoda perfinanco il noto generale Lapalisse, che un minuto prima di morire era ancora vivo. L’ovvio fatto a burocrazia.

Dove voglio andare a parare?

Fondamentalmente non voglio andare da nessuna parte, anche la scuola ha sempre chiesto la copia del libretto vaccinale, senza mai specificare che doveva essere “ulteriormente vidimato”. E a tutt’oggi non specifica questa richiesta, senza peraltro richiedere, ai genitori che già avevano presentato la “normale” copia del libretto, l’integrazione della documentazione. Mi chiedo quindi se queste voci siano solo voci, se ci troviamo di fronte a una colossale incomprensione o se, alla fin della fiera, la burocrazia esiste e vuole mettere il suo “visto si complichi” anche su questo passaggio all’apparenza semplice.

Un’ultima specifica: sul libretto di mio figlio c’è una scritta: “La presente tessera non può essere utilizzata come certificato di vaccinazione“.  Vero, verissimo, ma nonostante questo la citata normativa la include, come già specificato, tra i documenti idonei a dimostrare la regolare effettuazione dei vaccini.

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