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Storie d'AltriMentihttp://www.blog.lucafadda.it Tutto quello che non avresti pensatoTue, 17 Apr 2018 09:00:12 +0000it-IThourly1https://wordpress.org/?v=4.9.884001219Il Pacco, l’ho fatto di nuovo e non me ne pentohttp://www.blog.lucafadda.it/il-pacco-non-me-ne-pento/ Tue, 17 Apr 2018 09:00:12 +0000http://www.blog.lucafadda.it/?p=4393Ci sono cose che non possiamo controllare. Ormai quattro o cinque anni fa, non ricordo più, venni invitato a far parte di un collettivo di scrittura, poi rivelatosi un gruppo fantastico. Il mio ruolo era quello del tappabuchi, dovevo sostituire un autore che ...

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Ci sono cose che non possiamo controllare. Ormai quattro o cinque anni fa, non ricordo più, venni invitato a far parte di un collettivo di scrittura, poi rivelatosi un gruppo fantastico. Il mio ruolo era quello del tappabuchi, dovevo sostituire un autore che per qualche motivo aveva abbandonato il campo lasciando un vuoto narrativo. Accettai e ora eccomi qua. Con lui. Il pacco.

Un incrocio di destini in una strana storia

Già, una strana storia. E già, il destino. Io non facevo parte di quello che poi, anche con me, è diventato il Collettivo PseuDomino. La storia andava completandosi proseguendo racconto dopo racconto e riprendendo il nuovo da dove si era interrotto il vecchio. Per qualche motivo che non ricordo o forse non ho mai saputo, il capitolo otto aveva lasciato un buco. Così sono stato convocato d’urgenza (un po’ quando un giocatore di fa male prima dell’inizio dei mondiali) e mi son ritrovato con un racconto da scrivere, un pacco da recuperare a Cagliari e abbandonare in un cassonetto della spazzatura di Genova. Un bel salto, ma sono riuscito a fare il trasporto. Come? Lo leggerete nel libro. Perché la storia del pacco copre l’intero racconto attraversando vite di personaggi lontani tra loro, che non si conoscono, che non sapranno mai l’uno dell’altro. Eppure qualcosa li unisce, qualcosa ha messo insieme le loro piccole storie in una storia da leggere e capire, capire e interpretare.

Il pacco protagonista

Un’avventura straordinaria con protagonista proprio lui, un misterioso pacco che viaggia attraverso l’Italia (ma anche il mondo) diventando più di quanto c’è dentro, diventando di volta in volta le aspettative delle persone con cui entra in contatto. Il pacco non è però un semplice involucro, è un po’ come il vaso di Pandora che contiene dentro di sé tutti i sogni, le speranze, le paure, i drammi dei personaggi delle microstorie che da esso e con esso nascono. Ma cosa succede quando viene aperto? Bella domanda. Ma non vi darò la risposta. Il pacco è essenzialmente un’idea romantica, un’idea enigmatica e “laterale” della figura del protagonista che vi coinvolgerà dalle prime alle ultime righe.

Firme d’autore

Il pacco è un racconto ideato a due teste e scritto a 24 mani. Oltre a me ci troverete la follia creativa di Roberto Martinez e Silvio Bosticco (gli ideatori), e la capacità narrativa di Diego Pasetti, Cristiana Pivari, Massimiliano Scudeletti, Corrado Sobrero, Guido Barosio, Marco Barizza, Simone Carabba, Luca Ducceschi e Maria Silvia Avanzato. Il libro è dedicato alla memoria di due di questi autori, che ci hanno lasciato prima che Il pacco vedesse la luce: Corrado Sobrero, che ha fatto appena in tempo a terminare il suo racconto prima di lasciarci nel 2012, e Silvio Bosticco, che invece ci ha lasciato nel 2015 quando ancora si era in cerca di una via di fuga per questa storia.

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Cosa pensava Kafka dei vaccini? La realtà lo battehttp://www.blog.lucafadda.it/kafka-vaccini-la-realta-lo-batte/ Thu, 22 Mar 2018 09:00:48 +0000http://www.blog.lucafadda.it/?p=4383Quasi due settimane fa scrivevo di una situazione kafkiana, a mio parere incomprensibile, sullo stato delle certificazioni a scuola per i vaccini dei nostri figli. Ne parlavo per esperienza diretta, ci scherzavo su, ma ieri abbiamo superato qualsiasi limite. Prima di leggere questo ...

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Quasi due settimane fa scrivevo di una situazione kafkiana, a mio parere incomprensibile, sullo stato delle certificazioni a scuola per i vaccini dei nostri figli. Ne parlavo per esperienza diretta, ci scherzavo su, ma ieri abbiamo superato qualsiasi limite. Prima di leggere questo articolo vi consiglio di leggere il precedente facendo clic qui.

La burocrazia dei vaccini

Come dicevo allora il problema riguarda chi, diligentemente e nei tempi prescritti, ha fatto vaccinare il proprio pargolo. Sei anni di andata e ritorno casa-ambulatorio con il libretto dei vaccini in mano. Sei anni di vaccini e timbri sul libretto, regolari come nemmeno un orologio svizzero sa essere. Ma a scuola, dicevano, non bastava la copia del libretto con tutti quei timbri. Serviva altro, come richiesto per legge. Un certificato, in particolare, oppure la fotocopia del libretto vidimato. Per me il libretto vidimato era quello che avevo, e mi son fatto la fotocopia da consegnare a scuola. Non andava bene, dicevano, non era sufficiente. Allora serviva un ulteriore timbro sul libretto che dicesse che i timbri precedenti erano timbri.

La normativa

Sempre nello stesso articolo spiegavo come, leggendo normativa e circolare esplicativa ministeriale, non c’era scritto da nessuna parte che servisse un ulteriore timbro. Insieme ad alcuni contatti burloni ipotizzavo quindi su Facebook questa scena:

– Scusi, mi serve un timbro su questa tessera.
– Va bene, ma prima deve farla timbrare.
– Ma lo sto chiedendo a lei.
– Non posso timbrarla se non è timbrata.
– Ma i timbri ci sono già, mi serve un altro timbro. E poi li ha messi lei gli altri timbri.
– Ha un documento timbrato in cui c’è scritto che i timbri li ho messi io?
– Il timbro è suo, la firma è sua.
– Può autocertificarlo?
– Certo.
– Ma non basta, serve una copia timbrata del timbro sull’autocertificazione timbri.
– E come la ottengo?
– Venga da me, che la timbro io.
– Ecco, sono qua, me la timbra?
– Va bene, ma prima deve farla timbrare.

Simpatica, paradossale, ma quasi reale. Infatti ecco cosa facevano al laboratorio dove vaccinano qua al mio paesello:

vaccini timbrati
Il timbro dei timbri

Sì, esatto un timbro che dice che gli altri timbri sono timbri veri. Ma non finisce qui, perché ieri abbiamo fatto ciò che non dovrebbe essere fatto e siamo andati a far mettere l’inutile timbretto. Il risultato? Questo:

 

vaccini timbrati 2
Il doppio timbro che timbra il timbro originale

Riflessioni finali sui vaccini e la burocrazia

Come potete notare, il timbro che timbra i timbri non c’è più al laboratorio. Evidentemente le mie riflessioni in merito alla sua inutilità non erano sbagliate e anche loro hanno deciso di eliminarlo. Ma se guardate bene l’immagine noterete una cosa. A sinistra ci sono i timbri messi ieri. A destra quelli messi a suo tempo, ogni volta che è stato fatto il vaccino o il richiamo. Notate niente? La persona che li ha messi è la stessa, come è la stessa la persona che li ha firmati e lo si può dedurre, se non dalla firma (in alcuni è una sigla) quantomeno dal numero del medico dirigente. Quindi cosa ha fatto? Ha messo, per ogni timbro messo in precedenza, un nuovo timbro uguale. “Avrà consultato il registro” direte voi. No.

Praticamente hanno preso tutti i libretti e poi dopo qualche minuto li hanno restituiti con questi bellissimi timbri. In alcuni casi addirittura hanno timbrato fotocopie del libretto. Senza consultare alcun registro, senza verificare nulla. Si son fidati del timbro messo a suo tempo. E allora perché io son dovuto andare lì? Non erano affidabili i primi timbri? No, evidentemente. Ma allora, dato che sono uguali, non lo sono i secondi? Bella domanda. Non lo so. Sta di fatto che stamattina porto la copia del libretto bitimbrato a scuola, sperando che stavolta vada bene. Resta il problema: chi ha prenotato il vaccino e non l’ha ancora fatto, è paradossalmente più in regola di me, che i vaccini li ho fatti fare tutti nei tempi stabiliti. Assurdo, kafkiano… no, anzi, di più. Una grande, immensa, inutile kafkata.

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L’insostenibile burocrazia dell’obbligo vaccinalehttp://www.blog.lucafadda.it/burocrazia-obbligo-vaccinale/ http://www.blog.lucafadda.it/burocrazia-obbligo-vaccinale/#commentsFri, 09 Mar 2018 09:30:33 +0000http://www.blog.lucafadda.it/?p=4375Buongiorno, dopo tanto tempo mi ritrovo qua a scrivere sul blog per un motivo particolare. L’obbligo vaccinale per i bambini e la burocrazia che si porta dietro. Preciso da subito che sono più che favorevole alle vaccinazioni, tanto che mio figlio è stato ...

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Buongiorno, dopo tanto tempo mi ritrovo qua a scrivere sul blog per un motivo particolare. L’obbligo vaccinale per i bambini e la burocrazia che si porta dietro. Preciso da subito che sono più che favorevole alle vaccinazioni, tanto che mio figlio è stato vaccinato regolarmente a tempo debito. Io sono uno di quelli che non doveva temere complicazioni perché, si sa, se fai le cose in regola non devi temere nulla. Ma no, non basta. L’obbligo vaccinale va dimostrato.

Dimostrare di aver vaccinato il bambino

Il 10 marzo scade il termine per presentare i documenti che attestino di aver proceduto alle vaccinazioni obbligatorie. Sanzioni salate sono previste nel caso non si ottemperi. Bene, o quasi. Ci sono diversi modi per dimostrare di aver vaccinato il bambino, o almeno di essere in regola con quanto richiesto dalla normativa. Puoi farti rilasciare un certificato timbrato dalla ASL che attesta il compimento dei cicli previsti, oppure puoi dimostrare di aver prenotato la vaccinazione per i vaccini ancora mancanti. In entrambi i casi servono file all’ufficio ASL competente, che in alcuni casi si risolvono in un nulla di fatto perché la fila è tanta e il tempo per smaltirla poco. E poi c’è il caso più semplice, il mio.

Il bambino regolarmente vaccinato

Mettiamo il caso che hai vaccinato il bambino entro i sei anni (l’ultimo vaccino si fa proprio a sei anni, poi se ne riparla a undici), e ogni volta sei andato con la tessera o libretto delle vaccinazioni. Il medico, giustamente, ha timbrato il libretto a ogni indicazione di vaccino eseguito. Fai una fotocopia del libretto e la porti a scuola. Sei a posto? Sembra di sì, anche la scuola richiede, e insiste per i ritardatari, di presentare copia del libretto dei vaccini. Ma all’improvviso lei: la burocrazia. La copia del libretto non basta, deve essere vidimata. Aspettate, fermi tutti… cosa?

Le voci girano in fretta, ancor più se in prossimità della scadenza, e dicono questo: bisogna andare alla ASL con il libretto e farsi mettere un timbro che attesti la regolarità in base alla legge 119/2017. Impossibile, non è possibile che io mi debba far scrivere, su un libretto perfettamente compilato, che esso è perfettamente compilato. Posso capire se qualche volta ho dimenticato il libretto a casa, la ASL controlla sul registro e mi integra il libretto con la regolarità vaccinale. Quindi non credo alle voci e passo oltre. Poi però il sindaco del nostro paese scrive al prefetto per chiedere sostanzialmente una proroga e lamentandosi della burocrazia. Come il sindaco di Sestu e i disagi di Capoterra, per citare alcuni casi in cui ci si è dovuti sottoporre a (per me) inutili file. A questo punto penso di aver sbagliato nel giudicare e vado a cercare. Non articoli sparsi qua e là, ma i testi di riferimento normativo riguardante l’obbligo vaccinale.

Le norme riguardanti l’obbligo vaccinale

Stiamo parlando quindi del testo coordinato del Decreto Legge 73/2017 con sua legge di conversione, la 119/2017. A cui ha fatto seguito il 01/09/2017 una circolare esplicativa del Ministero della Salute. Esplicativa è una bella parola, perché spiega. E cosa spiega? La Legge 119/2017 dice, all’articolo 3, punto 1, che “I dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, <…> sono tenuti, all’atto dell’iscrizione del minore di eta’ compresa tra zero e sedici anni <…> a richiedere ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale <…> la presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie <…>“. Bene, ma qual è la idonea documentazione? Ecco, ce lo spiega la circolare ministeriale del 01/09/2017, esattamente al punto 1, lettera a: “<…> copia del libretto delle vaccinazioni vidimato dal competente servizio della ASL <…>“, per poi specificare ancora, nel caso non si fosse capito, che “<…> per “copia del libretto delle vaccinazioni vidimato” si intende la copia del libretto vaccinale originale, rilasciato dalla azienda sanitaria competente e compilato al momento dell’effettuazione della singola vaccinazione <…>“.

Cosa sta dicendo?

Per me, che forse tendo a semplificare e a dare un senso alle parole, sta dicendo che se sei in regola con le vaccinazioni, se ogni volta hai fatto appuntare (con relativa firma) la vaccinazione eseguita, basta la fotocopia del libretto. Perché? Perché usa il termine vidimato (nota bene, riferito al libretto e non alla sua copia) che significa sostanzialmente “convalidato“. Ma lo fa specificando che si tratta di una copia del libretto vaccinale originale compilato al momento dell’effettuazione della singola vaccinazione. Questo, a mio modesto parere, se la compilazione comprende timbro e firma del medico competente, significa che il libretto è già vidimato (timbro e firma è una vidimazione), ed è stato vidimato ogni volta per ogni singola vaccinazione. E non serve tornare alla ASL per farci scrivere che quanto riportato nel libretto e attestato in esso è in regola con la legge 119/2017. Mi sembra a tutti gli effetti un’inutile perdita di tempo (se va bene una mattinata) e di denaro pubblico. Una situazione kafkiana che scomoda perfinanco il noto generale Lapalisse, che un minuto prima di morire era ancora vivo. L’ovvio fatto a burocrazia.

Dove voglio andare a parare?

Fondamentalmente non voglio andare da nessuna parte, anche la scuola ha sempre chiesto la copia del libretto vaccinale, senza mai specificare che doveva essere “ulteriormente vidimato”. E a tutt’oggi non specifica questa richiesta, senza peraltro richiedere, ai genitori che già avevano presentato la “normale” copia del libretto, l’integrazione della documentazione. Mi chiedo quindi se queste voci siano solo voci, se ci troviamo di fronte a una colossale incomprensione o se, alla fin della fiera, la burocrazia esiste e vuole mettere il suo “visto si complichi” anche su questo passaggio all’apparenza semplice.

Un’ultima specifica: sul libretto di mio figlio c’è una scritta: “La presente tessera non può essere utilizzata come certificato di vaccinazione“.  Vero, verissimo, ma nonostante questo la citata normativa la include, come già specificato, tra i documenti idonei a dimostrare la regolare effettuazione dei vaccini.

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I self publisher sono puzzoni perché pagano le recensionihttp://www.blog.lucafadda.it/self-publisher-puzzoni-pagano-le-recensioni/ Fri, 17 Feb 2017 08:30:18 +0000http://www.blog.lucafadda.it/?p=4346Buongiorno amici. Oggi torno sull’argomento editoria per svariati motivi. Il primo è che ho trovato una cosa molto bella, il secondo è che c’è una cosa che non vi posso dire. Avrei potuto scrivere che il motivo era solo uno, ma volete mettere l’impatto ...

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Buongiorno amici. Oggi torno sull’argomento editoria per svariati motivi. Il primo è che ho trovato una cosa molto bella, il secondo è che c’è una cosa che non vi posso dire. Avrei potuto scrivere che il motivo era solo uno, ma volete mettere l’impatto emotivo di un elenco con ben due opzioni? No? Va bene. Torniamo ai nostri puzzoni.

I self publishing puzzoni

Allora, da sempre (no, non da sempre, ma da qualche anno) si punta il dito verso gli autori che auto pubblicano le proprie opere. Li si accusa di tutto, io stesso ho creato i presupposti per essere odiato quando ho portato “Il Nulla” alla ribalta mondiale. No, va bene, nazionale. No, regionale. Insomma, se non sapete di cosa parlo informatevi tranquillamente qui. Dicevo che li si accusa di tutto, dandogli per la via sottintesa dei puzzoni, perché non sanno scrivere, non sanno fare marketing, non sanno fare altro che cercare scorciatoie per aumentare la visibilità dei propri libri. Ecco, quei self puzzoni spammoni fanno anche qualcosa di brutto, che rasenta la bestemmia.

Le recensioni a pagamento

I self publisher, quei puzzoni di cui sopra, pagano le recensioni. A volte in denaro contante, tipo 10 euro (cifra sparata là) a recensione, a volte come forma di baratto, scambiando recensioni incrociate, altre volte ancora elemosinando ad amici, colleghi e qualsivogliascenti una recensione, magari in cambio di uno sconto, di una copia gratuita del libro o altre meschine pratiche prezzolatorie. Il peggio dell’editoria italiana, il peggio del peggio del peggio del panorama editoriale italiano.

Ma ora basta, noi siamo scienza, non fantascienza

Cito un vecchio spot televisivo per tornare un attimo alla realtà. Tutto quanto ho scritto prima è da considerarsi ironico e vi spiego perché. Abbiamo visto indici puntati verso questi auto autori, che per qualche soldo, un attimo di fama, piacere di essere letti o qualsiasi motivazione li spinga, fanno di tutto pur di trovare un po’ di riscontro nei propri lettori e raggiungere nuovi lettori. Lo fanno spesso creando campagne di marketing senza essere esperti di marketing, magari seguendo le indicazioni trovate in rete, i consigli di esperti o amici/colleghi, creando pagine o siti che parlino dei loro libri, o facendo i blog tour, booktrailer e via dicendo. Ma non sono dei professionisti, e a volte si vede. Ma non è questo che voglio evidenziare ora. Evidenzio che è normale che lo facciano, è normale che lo facciano così, altrimenti si terrebbero il loro manoscritto nel loro bel cassetto di comodino.

La fantascienza è questa, signore e signori

C’è chi, alle spalle, ha fior di professionisti. Grandi case editrici o addirittura gruppi editoriali che hanno un’area marketing, persone che fanno quello di lavoro e nient’altro. A volte si appoggiano anche ad agenzie esterne. E cosa riescono a tirare fuori? La recensione a pagamento. Cioè… aspettate, ma siamo sicuri? Mondadori paga le recensioni? Questo sto dicendo? No, cari miei, si capisce che sono professionisti perché lo fanno subdolamente, addolcendo la pillola, rendendo il tutto simpatico e “normale”. Lo fanno creando un concorso a premi, che gli costerà meno che pagare direttamente le recensioni. Lo fanno incentivando a recensire un libro nella top 100 (non chiedono recensioni positive almeno), in cambio della possibilità di vincere 100 euro in buoni acquisto (di libri). Ora, considerando anche solo 1.000 recensioni, stanno pagando una recensione 30 centesimi di euro, alias euro 0,30. Ragionamento forzato? Forse, o forse no. Sta di fatto che questo è quanto.

Autori self, fatevi furbi

Questo piccolo articolo evidenzia la differenza tra un professionista del marketing e un autore auto pubblicato. I professionisti sono furbi e spendono molto meno per ottenere i vostri stessi risultati, tra l’altro in scala maggiore.

Buon self a tutti, e sappiate, autori auto pubblicati, che io vi amo. E ve lo dimostrerò. Presto, anzi… presto.

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Quando l’unione fa la forza e viceversa: i marchi IGP e DOP negatihttp://www.blog.lucafadda.it/lunione-la-forza-viceversa-marchi-igp-dop-negati/ Tue, 07 Feb 2017 12:37:25 +0000http://www.blog.lucafadda.it/?p=4341‘Pocos, locos y mal unidos‘. Questo pare dicesse dei sardi, in una missiva del 500, Antonio Parragues de Castillejo, arcivescovo spagnolo di Cagliari, della popolazione sarda. Frase che, tra storia e fantasia, richiama le caratteristiche di un popolo potenzialmente ricco ma incapace di sfruttare ...

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Pocos, locos y mal unidos‘. Questo pare dicesse dei sardi, in una missiva del 500, Antonio Parragues de Castillejo, arcivescovo spagnolo di Cagliari, della popolazione sarda. Frase che, tra storia e fantasia, richiama le caratteristiche di un popolo potenzialmente ricco ma incapace di sfruttare le proprie eccellenze e, nell’accezione dell’epoca, difficilmente controllabile ma facilmente dominabile. Questa frase rispecchia ancora il modo che l’imprenditoria sarda ha di affrontare il mercato.

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