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Il maialetto sardo all’Expo: come lo portiamo?

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Ormai sta diventando una sorta di guerra a chi la spara più grossa. E quando c’è da spararla grossa io sono sempre presente. E la sparerò davvero grossa stavolta. Cosa?

MAialetto
Maialetto allo spiedo

Da giorni si parla della chiusura da parte dell’Expo ai maialetti sardi arrostiti. E non solo a dire il vero, anche salsicce e prosciutti saranno banditi come tutti gli insaccati a base di carne suina proveniente dalla Sardegna. Però sono stati ammessi i coccodrilli dallo Zimbabwe. La domanda è: perché? La risposta, in realtà, è più semplice di quanto si possa pensare. Infatti dal 1979 esiste un blocco a tutte le esportazioni dalla Sardegna di carne suina, per via della peste (PSA) che nel 1978 attecchì nella nostra isola e a più riprese si è presentata anche negli anni successivi. Per limitare la pandemia venne quindi imposto il blocco che negli anni ha subito restrizioni più o meno importanti. La motivazione a ben vedere è più che lecita. Senza entrare nel merito e nei dettagli tecnici, c’è da precisare che la PSA non è contagiosa per l’uomo ma è pericolosa solo per le specie suinicole, quindi a ben vedere si tratta di una precauzione nei confronti degli allevamenti oltre le Colonne d’Ercole della Sardegna.

Dopo proteste e prese di posizione varie, da parte di Ministero, Regione e Unione Europea, ecco che si trova la soluzione: il maialetto ci può andare all’Expo, ma non da solo. O meglio: ci può andare ma non può andarci crudo. Infatti il sistema più sicuro per farlo arrivare a Milano è quello di termizzarlo, ossia sottoporlo a un processo di termizzazione a più di 80 gradi centigradi, cosa che assicurerebbe l’uccisione di qualsiasi virus. Sì, in pratica lo possiamo portare ma precotto, perché a 80 gradi centigradi il cibo comincia a cuocere. Cosa significa? Significa solo che non porteremo il maialetto sardo. Perché il maialetto sardo va cotto da crudo, non da precotto. Stiamo parlando di un’altra ricetta. Non è il piatto tradizionale sardo quello.

Ecco, vogliono il maialetto precotto? E noi, che siamo avanti, ma anche tanto generosi e comprendiamo la comodità del cibo precotto, gli porteremo il maialetto come lo vogliono. Non precotto ma cotto e pure disossato. Di più: anche mangiato e digerito. Cosa significa?

La soluzione definitiva al problema: sto proponendo, a tutti i sardi e non che si recheranno all’Expo, di mangiare il maialetto sardo in Sardegna, appena cucinato, ancora caldo, gustandolo fino alla fine. Poi, prima che sia troppo tardi, andare di corsa all’aeroporto di Elmas, imbarcarsi e sbarcare a Milano, recarsi all’Expo, trovare la zona in cui ci hanno concesso di esporre una delle nostre speciali unicità e farla lì. Sì, fare la cacca sul banco espositivo. Calda, fumante, non un piatto riscaldato ma fatta sul momento. I meno pudici potranno anche mostrare le varie fasi della preparazione, magari portandosi un bel libro da leggere durante la dimostrazione. E per pulirsi frasche di mirto, che si sa il maialetto sardo va fatto intiepidire su un letto di mirto, altrimenti non è perfetto. Un avvertimento, nel caso di dimostrazione in diretta: se sei maschietto, fai attenzione perché non si sa mai che intravedano la salsiccia cruda e decidano di… asportarla.

Cari Expositori, buon appetito.

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One Comment Showing 50 most recent
  1. Valter Costa

    Dalla Chiesa Rita, si faccia un giro delle porcilaie o ( allavamenti che è più elegante!) , della penisola, (compresa la Lombardia) magari facendo visita in qualche mattatoio… poi ci risentiamo!

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