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Il Nulla. Fine

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Un lunedì come gli altri, forse anche peggio. Piazzo un titolo fuorviante o molto vago e raccatto le briciole di questa cronistoria de “Il Nulla”. In pratica niente che possa riempire la pancia. Avrei voluto chiudere con ben altro articolo ma mi sono reso conto che avrei sprecato tempo e basta. Quindi ho cancellato tutto e riscritto. Perché?

Partiamo dal principio, narrando della storia che è stata:

  1. La pubblicazione del capolavoro;
  2. La promozione gratuita;
  3. Il successo millantato;
  4. Il successo vero, con le dovute conclusioni.
  5. La fine del progetto;
  6. Questo articolo.

Il progetto è stato ripreso in vari siti, cito giusto quelli di cui sono venuto a conoscenza:

Poche testate giornalistiche:

Ecco. Tutto ciò è bello, mi rende orgoglioso di… di cosa? Aspettate, qualcosa non quadra. Anzi, più di qualcosa: qui non quadra niente!

Gli spunti di riflessione che questo progetto può offrire sarebbero immensi: da considerazioni facete ad altre che potrebbero sfiorare la filosofia, magari sconfinare nella religione. Che scherzo sento di doverlo precisare, le conclusioni pubbliche le conoscete e non le ribadirò. In teoria dovreste parlare voi, lo state facendo. Non sempre sui risultati, andate anche a cercare la qualità del libro, che io chiaramente non considero un capolavoro. E questo è il punto. Come altri punti in questione sono l’algoritmo che genera le classifiche, l’azione di marketing mirato (e non a caso, dove capita capita), il numero di copie scaricate. Di questo dovreste discutere, ma visti certi chiari di luna dopo questo articolo non ne parlerò più nel mio blog.

Vorrei infatti, a questo punto, chiudere definitivamente il discorso con alcune precisazioni, ché dai commenti che ho letto in giro penso siano doverose.

  • Prima di tutto non ho mai fatto pagare il libro, a nessuno. Qualcuno ha obiettato che avessero già fatto questo scherzo, peccato però che l’abbiano fatto pagare. E soprattutto l’abbiano fatto senza un motivo preciso. Il motivo per cui l’ho fatto io c’è e ne ho già parlato. Dimostrare qualcosa, non guadagnarci. Che adesso si utilizzi questa cosa per perseguire i propri fini poco importa, a me. Ciò che diranno gli altri, basandosi su “Il Nulla” non lo dirò io. Vorrei fosse chiaro anche questo.
  • Io non sono contrario all’auto pubblicazione, e sarei anzi favorevole. Ho voluto attaccare direttamente le classifiche di Amazon e chi su quelle impronta la propria campagna di marketing. Chi arriva all’auto pubblicazione con un buon prodotto non è stato chiamato in causa come “colpevole” ma come “vittima” degli “scrittori della domenica”. Chi ha visto nei miei articoli un attacco al sistema dell’auto produzione e a tutti i suoi attori ha voluto leggerlo, ma non l’ho fatto io quell’attacco. 
  • Darmi dello stupido, o dell’idiota, per la stupidità dell’esperimento non necessita di ulteriori commenti da parte mia. Preciso però che il libro è volutamente stupido (non credevo di doverlo specificare) e si capisce da una sola parola contenuta nell’introduzione: “arcculo”. Ma suppongo che chi mi definisce stupido, pazzo o idiota, non abbia nemmeno letto quella piccola introduzione e parli per sentito dire o per estensione dei concetti espressi da altri che a loro volta hanno sentito dire qualcosa di cui forse non sono nemmeno sicuri. La storia del “l’ha detto mio cugino”. Il libro è tutto ironico, tutto stupido, tutto semplice. Talmente semplice che chiunque l’avrebbe potuto fare. Non volevo dimostrare la mia intelligenza con questa cosa qua, e chi ha voluto capire questo ha soltanto peccato di superficialità. Preciserei (non sarebbe necessario ma lo faccio) che gli articoli che parlano di questa cosa e che non sono stati scritti da me, non sono stati scritti da me. Semplice anche questo ma mi sembra che sia necessario chiarirlo.
  • Vorrei che leggeste questo e gli articoli precedenti allo stesso modo in cui sono stati scritti: come articoli. Non sono un semplice insieme di parole o frasi. Leggere di questa faccenda per spezzoni visti di qua o di là, e in base a quelli farsi un’opinione, è ben lontano dall’aver compreso le mie intenzioni. A dire il vero sarebbe lontanissimo da qualsiasi buonsenso. Ma poco importa.

Proseguo.

Non c’è merito, non c’è sostanza, non c’è niente nei libri che leggiamo? Davvero le 345 pagine vuote valgono più di quel migliaio di pagine scritte da me di cui si ha notizia? Davvero è questo il vero risultato della scalata de “Il Nulla”? Secondo me no, sono abituato a fare dei distinguo, li ho fatti anche in questo caso. Ma travisare le intenzioni (come dico spesso in questo articolo) è facile non conoscendo bene i fatti. E i fatti non si conoscono non tanto perché poco pubblicizzati, ma perché non approfonditi. È più facile giudicare da un articolo letto con leggerezza, e magari scritto per riassumere una vicenda ben più ampia. E magari, aggiungo, non scritto da me.

Ringrazio i blog e i contatti (e non) che mi hanno condiviso sui social, li ringrazio perché è sempre un piccolo premio all’iniziativa, più che all’opera. E ai risultati raggiunti, ma dopo questi momenti in cui ho pensato “Ci siamo, adesso ho un nome, piccolo ma ce l’ho”, allo stesso modo quel bastardo d’un criceto parlante che ho in testa mi ha detto: “Spetta, che stai travisando. Chi credi che ti venga a cercare ora? Chi vuoi che voglia uno scrittorucolo di nulla tra i suoi autori? Chi? Pensaci fratello, pensaci. Gli editori stanno pensando ad altro, mica a te. Tu sei uno che ha vinto il Grande Fratello dei poveri, senza gli stessi soldi e con una visibilità molto più limitata. Non hai nulla da dire, e l’hai già detto tutto”.

Avrà ragione? Ho un criceto saggio in testa? I dubbi. I dubbi che i risultati di questa avventura non siano chiari a tutti, soprattutto a quelli che, quando gli indichi la luna, guardano il dito. Mi capita sempre più spesso di assistere a discussioni in cui ci si sente chiamati in causa senza che ciò sia vero. Sempre più spesso mi convinco di essere in un mondo in cui tutti sanno quello che pensi, tranne te. Tu non sei più padrone dei tuoi pensieri e dei tuoi spazi. Per quanto sembri triste non è necessario difendersi con argomenti validi da queste persone. Tanto non dico quel che penso finché non dico ciò che vogliono che io pensi.

Infine.

Secondo me, in tutta questa storia una morale c’è, e il mio cricetazzo me l’ha spiegata: “A Lu’, lascia perdere, se per farti notare devi scrivere roba come quella, significa che è meglio che la smetta di scrivere”. A ben vedere il libro non era vuoto, una pagina e mezzo era scritta. Ma si sta parlando tanto di quelle 345 vuote denigrandole. Anche questo è un risultato a ben vedere: si parla di quel che non è e non di quel che è. Bene.

Buona settimana a tutti. Oggi finisce di cascarci il satellite in testa. Se non succede niente oggi non succederà mai. In attesa che caschi l’altro satellite, la Luna, restiamo con gli occhi al cielo a cercare scie chimiche, quelle sparse nel cielo per tutta l’estate, e hanno insistito tanto che alla fine ha cominciato a piovere. Pioggia a novembre? Ci vogliono uccidere. E a vedere molti aspetti di questa storia, ci stanno riuscendo.

PS: Fazio non mi ha mai chiamato, ma voi avete comprato la batbox?

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13 Comments Showing 50 most recent
  1. Il Nulla esiste davvero e vi dico dove trovarlo - Storie d'AltriMenti

  2. L'illusione del sogno è un'immagine falsa

  3. Chiudono le mie pagine FacebookStorie d'AltriMenti

  4. LFK Post author

    Per commentare prego fornire una mail valida. Senza di essa, non sarà possibile essere rimossi dalla spam list.

  5. Il Nulla ritorna, gratis, per cinque giorni

  6. LFK Post author

    Il bello è che nel criticare l’esperimento non si tiene conto dell’introduzione. Non ho ancora capito se è piaciuta. ahahahah

  7. impossiball

    chi critica l’esperimento si divide in due categorie: chi ha letto di sfuggita e non ha capito il senso della cosa, e appunto gli SDD che darebbero un rene pur di avere la visibilità che hai avuto tu, e che a 250 download non ci arrivano manco se si fanno 250 account diversi.

    Oppure, semplificando: chi critica l’esperimento è un cretino 😀

  8. LFK Post author

    Vuoi il mio parere? Si sta commentando l’esperimento partendo dal punto di vista sbagliato: l’articolo su Morti di fama e il flash su l’Unione Sarda. In pratica mi si insulta per “colpe” non mie. Questo è il risultato più triste di tutta questa vicenda. Ho appena saputo che nei gruppi di SP mi stanno mettendo una taglia su, soprattutto (anzi, credo solo) gli “scrittori della domenica” (d’ora in avanti SDD), perché con altri SP non ho problemi a parlare di questi risultati, e mi danno anche ragione. Insomma, chi vuol sentirsi vittima di questo esperimento lo fa perché sa di esserlo. La classica coda di paglia. Chi invece è danneggiato dagli SDD, ovvero i VERI SP, concordano.
    Poi c’è la schiera del “leggo il titolo e mi faccio i film, criticandolo a priori che se lui ha un po’ di visibilità fa sempre bene andargli contro, come criticare Volo & Co”. Questo abbreviato è fighissimo: LITEMFIFCAPCSLHUPDVFSBACCCV&C.
    🙂

  9. impossiball

    eh,ma non ho visto nessuno affannarsi a spiegargli il senso della cosa

  10. LFK Post author

    su WD un utente non ha capito una mazza ma solo perché ha giudicato senza conoscere i retroscena. Questa è superficialità dell’utente però.

  11. LFK Post author

    Me l’ero perso in effetti… almeno qui hanno capito il senso del nulla… 🙂

  12. impossiball

    (su writer’s dream, invece, sembra che non c’abbiano capito una mazza del senso dell’operazione, il che conferma la già bassa reputazione che ho per quel forum e i suoi utenti)

  13. impossiball

    questo mi sa che te lo sei perso: http://www.linkiesta.it/il-nulla-amazon

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