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Quando finisce, finisce. E resti solo…

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Non ricordo bene da quanto tempo stavamo insieme. Anzi sì: era novembre. Un novembre qualsiasi del 2003, il 3 per la precisione. Il tempo fu clemente per tutta la settimana, un sole pallido scaldava le nostre prime passeggiate nella città, giorni che non finivano mai. Io me ne stavo rinchiuso nell’ufficio e quando uscivo c’eri tu ad aspettarmi. Tornavamo a casa e la notte non dormivo mai. Poi è passato il tempo e stare dentro di te era sempre più bello, come ci avvolgeva la musica dei CD che passavano, uno dietro l’altro, fino a sentire tutto il caricatore.

Ma quando finisce…

quando finisce!

Il nostro primo Natale fu magico. Con una progressione che non lasciava fiato andavamo oltre, la tua sesta era per me una novità corposa, riempiva lo spazio mentre spingevo sempre più per sentirti urlare. E tu urlavi, il piacere che davi lo sentivo come un brivido dentro che mi squassava, poi, sfinito mi fermavo e stavo lì, dentro di te, a sentire la pace che ci concedevamo.

Ma quando finisce…

quando finisce

Ricominciare era sempre stupendo. Sfiorare il tuo bottone e sentire che ti accendevi era il ritorno al piacere, il nostro. Dopo seguivo con lo sguardo le tue curve morbide, osservavo il colore della tua pelle chiara sulla quale la mano passava, ne sentivo l’odore ancora vergine. Quando passavamo in strada ci guardavano, ammiravano te, io ero solo “quello che l’aveva e la mostrava orgoglioso“.

Poi si sa, passa il tempo. Tu sempre bella, non ho mai guardato le altre con l’occhio che avevo per te. Però qualcosa era cambiato. Incomprensioni, tu che ti scaldavi con sempre più difficoltà. Eri sempre più stanca e non saprò mai se di me o di tutto. Stanca, la tua pelle che perdeva la sua morbidezza, che resta solo sulla rotondità dei tuoi fianchi. La polvere si posava dove un tempo non l’avrei mai permesso, sul nostro rapporto ormai giunto al termine. Le mie disattenzioni verso di te erano sempre più evidenti. Non so se te ne sei accorta, ma credo proprio di sì.

Perché quando finisce…

quando finisce

Tutto questo in un calare di passione che è arrivato stanco a venerdì scorso. E chi se lo dimentica? Lo aspettavo, lo sapevo già da lunedì e nei giorni successivi prendevo coscienza della nuova situazione. Come sapevo che sarebbe arrivato e puntualmente è successo: lui ha suonato al citofono. Lui, più giovane di me di almeno dieci anni, un ragazzo con più entusiasmo di me, soprattutto per te. Ho visto nei suoi occhi, mentre attraversava la strada tra il cancello e il portone, quella luce speciale che avevo anche io un tempo. Avanzava verso di me, ma mi sono accorto che guardava te, e sorrideva.

Abbiamo parlato, poco a dire il vero, perché ci eravamo già detti tutto nei giorni precedenti. Anche davanti a te, che ascoltavi impassibile. Alla fine siete andati, lui ti ha portata via da me. Ora sei a casa sua, avrai una nuova vita davanti a te, una nuova giovinezza con lui.

Io intanto già mi guardo attorno, guardo le altre come non facevo più da tempo. Le guardo con occhio diverso, comincio a pensarle mie, a immaginare come dev’essere star dentro di loro, sentirle vibrare, urlare. Qualcuna l’ho anche provata, ho sentito la nuova sensazione, ma non mi ha preso come mi prendevi tu. Nessuna, so che nessuna avrà quel bottone che, quando eravamo più giovani, solo sfiorandolo ti faceva accendere.

Si può resistere, rinnovare la passione, ringiovanirla, provare a trattenerla… ma quando finisce, finisce e non c’è più niente da fare, se non osservare il vuoto che hai lasciato lì. Perché sì, quando finisce, quando è finita sono riuscito a capire dal vuoto che è rimasto lo spazio che occupavi nella mia vita. Ma tu stavi lì, ormai stanca, lo vedevo. E ora invece ti sei guadagnata per sempre un piccolo, grande posto nel mio cuore.

Ragazzi, ho dato via la mia vecchia Megane del 2003.

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6 Comments Showing 50 most recent
  1. lfk Post author

    Ti spiegherei il senso dell’articolo, ma credo che non ci arriveresti lo stesso a capirlo.

  2. senseangel

    Sei un fallito, per come guardi le donne, per come le vuoi possedere, per la macchina che avevi scelto.

  3. LFK Post author

    La mia non era nuova, ma la nuova Megane non mi piace, e non ci sono altre macchine che mi soddisfino. Ma di Megane ero stufo, lei stufa di me. Tossiva, a volte restava addormentata… è stato necessario, era pronta per la rottamazione ma qualcuno l’ha voluta prendere con sé.
    L’unica cosa che mi viene in mente, di abbastanza spigoloso, è la Hyundai I30… ma non mi convince.

  4. impossiball

    io ancora piango la Yaris che ho dovuto dare via, praticamente nuova, quando sono nati i bambini (sostituita da un necessario Kangoo)

  5. LFK Post author

    Non l’ho ancora tradita. Non ho idea di chi potrebbe sostituirla. Servirebbe un’altra come lei: spigolosa, ma morbida.

  6. Luciana

    NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! hai tradito la gloriosa Megane? Non c’è più religione…

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