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#StregaDigitale e il #PremioStrega: la butto in vacche

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Carissimi, nella serata di ieri sono stati resi noti i titoli dei libri in concorso al Premio Strega 2015. Come previsto non c’era Kairòs per ovvi motivi. Ma non è questo che mi ha lasciato perplesso. Siccome non voglio sembrare troppo complicato nelle mie spiegazioni, cercherò di essere chiaro buttandola in vacche. E spiegherò ancora una volta come questo premio, così strutturato, non ci rappresenti.

#StregaDigitale.fwIl premio non rappresenta affatto una selezione dei migliori libri italiani. A livello internazionale è una falsa rappresentazione della narrativa italiana, perché è la semplice scelta di 52 persone (quest’anno, considerando i due presentatori a libro per 26 libri presentati) e non il meglio di ogni singola casa editrice della nazione. Nei 26 ci sono libri che valgono la loro presenza ma, senza voler fare nomi, ce ne sono molti di più tra quelli non presentati dagli amici della domenica. In ogni caso non voglio giudicare la qualità dei libri in concorso, dei quali per la maggior parte non so nemmeno di cosa parlino (sono un asino, a quanto pare), come non voglio giudicare alcuni nomi tra i “candidatori”, per i quali si può fare lo stesso discorso: non so chi siano e sono un asino. Però qualcosa la voglio dire, a sostegno di #StregaDigitale.

Vacche in fiera
Vacche in fiera. (Credits: WordShore https://www.flickr.com/photos/silversprite/)

Immaginiamo di avere una giuria di 500 persone. Immaginiamo di avere una fiera di paese. Immaginiamo che alla fiera di paese si decida di organizzare un concorso di vacche. La vacca più bella vincerà un bel premio e per un anno sarà considerata l’eccellenza vaccina del paese. Mettetevi nei panni degli organizzatori e ditemi come organizzereste la cosa.

Immaginate ora che si scelga per una strada semplice: ogni giurato avrà la possibilità di scegliere, nella domenica precedente il concorso, un allevatore del luogo. Se un allevatore riceve due candidature, viene ammesso al concorso. I giurati segnaleranno amici e conoscenti e le vacche che arriveranno a contendersi il premio saranno quindi, secondo gli organizzatori, selezionate. In realtà molte belle vacche saranno escluse perché i loro allevatori non hanno amici tra la giuria. Quale rappresentazione degli allevamenti ci sarà in quel concorso? La vincitrice sarà la vacca più bella o solo la più bella tra un ristretto numero di partecipanti selezionati con criteri non meglio comprensibili?

Una mattina il sindaco si sveglia e, passeggiando per le campagne del paese, nota un allevamento. Si rende conto che le vacche dentro quell’allevamento sono poche. Però sono molto belle. Passa oltre, un altro allevamento con poche e belle vacche. E un altro, un altro ancora e così via. Tutti allevamenti che non potranno presentare la loro vacca alla fiera perché non nominati dai giurati. Che fa? Torna a casa e scrive un nuovo regolamento: i giurati faranno i giurati e basta, e non più i selezionatori. Anzi, i selezionavacche. Dovranno solo giudicare quanto di meglio offre il paese, senza essere loro a decidere tra chi scegliere.

Quindi le nuove regole sono semplici: ogni allevatore ha facoltà di proporre una sola vacca, quella che lui considera migliore, e portarla in fiera per il concorso. Nessuno è escluso, anche chi ha una sola vacca può scegliere di partecipare. Tra tutte le vacche presentate verrà scelta la più bella, avendo di fronte una biodiversità completa degli allevatori della zona. Chi non parteciperà sarà colui che avrà deciso di non farlo, senza imposizioni e senza pregiudizi da parte dei giurati. Alla fine, se tutto va come deve andare, la vacca più bella sarà la vincitrice, o ci si avvicinerà molto a questo risultato.

Così si sceglie la vacca tra le vacche.

Ora, sia chiaro che per presentare una vacca al concorso basta portare quella, che poi mi riporto indietro, ma per i libri è diverso: ne devo presentare 500 e lasciarli lì. #StregaDigitale punta a far ammettere gli ebook e alla presentazione spontanea della miglior vacc… no, del miglior libro di ogni editore. Per ora. Ma c’è tempo, il Premio Strega 2016 ci attende.

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